La power bank Nimble SharePower affronta un problema comune durante i viaggi: ricaricare i dispositivi di due persone senza portare due batterie separate. Il modello funziona come un accumulatore da 10.000 mAh, ma una giunzione magnetica permette di dividerlo in due unità indipendenti da 5.000 mAh. Nella configurazione completa può alimentare fino a tre dispositivi tramite USB-C, mentre ciascuna metà raggiunge una potenza massima di 20 watt. La soluzione punta soprattutto su compattezza e condivisione, con cavi e connettori integrati che riducono gli accessori da mettere in valigia.
- SharePower si separa in due batterie indipendenti da 5.000 mAh ciascuna.
- La potenza complessiva dichiarata arriva a 35 watt quando sono collegati più dispositivi.
- La scocca rettangolare è realizzata interamente con materiali riciclati.
- La power bank non supporta la ricarica wireless.
Prima della partenza contano capacità, ingombro e regole di volo
La scelta di una batteria portatile non dipende soltanto dal numero di milliampereora. I mAh indicano quanta energia può immagazzinare il dispositivo, ma non corrispondono automaticamente a un numero preciso di ricariche: incidono anche l’efficienza, il tipo di cavo, la velocità di trasferimento e il dispositivo collegato.
In una prova comparativa condotta durante sei settimane di viaggio, CN Traveler ha valutato 12 caricabatterie di otto marchi, utilizzandoli con smartphone, computer, auricolari, smartwatch, fotocamere e tablet. Tra i criteri considerati figuravano comodità di trasporto, velocità, autonomia, tempi necessari per ricaricare la power bank e praticità di porte e cavi. Nimble è risultata tra le alternative di nicchia considerate interessanti per chi cerca leggerezza o maggiore attenzione ai materiali.
Prima di volare occorre inoltre verificare le regole applicabili alle batterie agli ioni di litio. In generale, le power bank vanno portate nel bagaglio a mano e non in quello imbarcato. I modelli entro 100 Wh sono normalmente ammessi senza autorizzazioni speciali; tra 101 e 160 Wh serve il consenso della compagnia, mentre oltre 160 Wh il trasporto sui voli passeggeri non è generalmente consentito. Batterie danneggiate, gonfie o richiamate non devono essere portate a bordo.
Al momento della ricarica la batteria si separa con un gesto
SharePower misura 3,1 × 2,8 × 1 pollici, cioè circa 7,9 × 7,1 × 2,5 centimetri, e pesa 7,6 once, approssimativamente 215 grammi. La forma è rettangolare, con bordi arrotondati e un display digitale nascosto in un elemento esagonale, attivabile tramite un pulsante.
Separando le due metà emerge la caratteristica centrale del progetto. Quella che sembra una cinghia è in realtà un cavo USB-C integrato; sull’altro modulo è presente invece un connettore USB-C ribaltabile, pensato per collegarsi direttamente alla parte inferiore di uno smartphone o di un tablet. Una seconda serie di indicatori luminosi mostra il livello approssimativo della metà priva del display numerico.
Questo significa che due persone possono allontanarsi portando con sé una batteria da 5.000 mAh ciascuna, invece di restare entrambe collegate allo stesso accumulatore.
Quando le due sezioni sono unite, Nimble dichiara fino a 35 watt complessivi distribuiti tra le tre connessioni USB-C. Nel test con un solo apparecchio collegato, tuttavia, la velocità massima rilevata è stata di 20 watt. Separatamente, ogni modulo eroga fino a 20 watt.
La prova ha evidenziato anche due limiti costruttivi. Il collegamento magnetico è comodo, ma una scossa data a una sola metà può far staccare l’altra. Inoltre, il cavo incorporato non è semplice da sostituire in caso di danni, un aspetto da considerare se viene usato regolarmente anche come impugnatura.
Dopo l’uso le due metà riequilibrano la carica
Una volta riuniti i moduli, alcuni contatti a molla trasferiscono l’energia tra le due celle fino a pareggiarne il livello. Alla successiva separazione, quindi, entrambe le persone dovrebbero ricevere la stessa carica residua. L’intero dispositivo può poi essere rifornito con un solo cavo.
Per chi viaggia in coppia, il vantaggio pratico non è una maggiore capacità totale, ma la possibilità di trasformare all’occorrenza un solo accessorio in due fonti di alimentazione autonome.
SharePower compare anche tra gli accessori proposti sul sito di Apple. Manca però la ricarica wireless: smartphone, tablet e altri apparecchi devono essere collegati attraverso una delle opzioni USB-C disponibili. La scelta finale dipenderà quindi dalla priorità assegnata alla condivisione rispetto alla comodità di una superficie magnetica senza cavi.
Preferireste portare una power bank divisibile come SharePower o due batterie separate durante un viaggio?






























