«Accogliamo ogni sforzo per individuare prima il diabete di tipo 2 e il prediabete»: così Tanja Thybo, responsabile ricerca e conoscenza della Danish Diabetes Association, ha commentato MEDWACS, un nuovo test online sviluppato per stimare a casa il rischio di una malattia non ancora diagnosticata. Lo strumento, realizzato da ricercatori della Technical University of Denmark (DTU) con il medico italiano Umberto Maggiore, utilizza l’intelligenza artificiale e sette parametri. Fra questi compare una misura insolita: la lunghezza della coscia. Il lavoro è stato pubblicato sul Journal of Clinical Epidemiology.
- MEDWACS valuta il rischio di prediabete o diabete di tipo 2 non diagnosticato attraverso sette parametri.
- Il modello è stato sviluppato con dati sanitari statunitensi raccolti nell’arco di 30 anni.
- Due validazioni esterne hanno utilizzato dati di popolazioni degli Stati Uniti e della Corea del Sud.
- Per confermare una diagnosi di diabete resta necessario un esame del sangue.
Il test punta a far emergere i casi non riconosciuti
Daniel Yoo, ricercatore post-doc di DTU Sustain e principale promotore del progetto, sottolinea il problema al quale MEDWACS vuole rispondere: «Il diabete di tipo 2 è facile da diagnosticare con un esame del sangue, ma se non si sospetta di averlo non si va dal medico per farlo. Per questo un test online a casa può incoraggiare le persone a rivolgersi a un medico».
Secondo la Danish Diabetes Association, circa 100.000 danesi non sanno di avere il diabete di tipo 2, mentre approssimativamente mezzo milione avrebbe il prediabete. In Danimarca il tipo 2 rappresenta l’80% dei casi di diabete e la malattia costa alla società almeno 13,3 miliardi di corone danesi all’anno.
Thybo richiama anche le possibili complicanze che una diagnosi più tempestiva può contribuire a prevenire, citando malattie cardiovascolari, insufficienza renale e perdita della vista.
MEDWACS è uno strumento di valutazione del rischio: non formula una diagnosi e non sostituisce l’esame del sangue.
L’intelligenza artificiale ha selezionato sette parametri
Il sistema è stato creato da Yoo insieme al professore di DTU Olivier Jolliet e a Umberto Maggiore, medico italiano specializzato nelle malattie renali, che possono essere una complicanza del diabete. Il modello è stato addestrato usando ampie quantità di dati del National Health and Nutrition Examination Survey degli Stati Uniti, raccolti per 30 anni tra persone di entrambi i sessi dai 18 anni in su.
Da quasi 3.700 opzioni possibili, il gruppo ha selezionato sette parametri. Il questionario comprende informazioni come età, genere e indice di massa corporea; le valutazioni richieste possono essere effettuate a casa con metro a nastro, bilancia e un normale misuratore della pressione.
I ricercatori hanno poi condotto due validazioni esterne, applicando lo strumento a dati provenienti da popolazioni degli Stati Uniti e della Corea del Sud nelle quali era noto chi avesse o meno la condizione. Secondo lo studio, MEDWACS ha mostrato prestazioni pari o superiori ad altri metodi riconosciuti per rilevare prediabete e diabete di tipo 2 non diagnosticato.
La Danish Diabetes Association mantiene però un confronto prudente. Thybo definisce il nuovo strumento «un contributo interessante» e giudica promettente la validazione in più popolazioni, ma ricorda che l’associazione utilizza il Leicester Risk Assessment, un metodo semplice e già collaudato, con una precisione paragonabile a quella di MEDWACS.
La lunghezza del femore emerge come indicatore inatteso
Il parametro che ha sorpreso gli stessi ricercatori è la lunghezza della coscia. Maggiore ne propone una spiegazione legata sia allo sviluppo nei primi anni di vita sia alla massa muscolare: la lunghezza del femore rifletterebbe la nutrizione nella prima infanzia, mentre i muscoli delle cosce contribuiscono a rimuovere lo zucchero dal sangue.
Secondo il medico, una nutrizione insufficiente nei primi anni può limitare leggermente la crescita ossea ed è strettamente associata a un rischio maggiore di diabete decenni più tardi; gambe più corte possono inoltre corrispondere a una minore massa muscolare disponibile per assorbire lo zucchero.
Questi legami servono al modello per stimare il rischio, ma non dimostrano che la lunghezza della coscia causi il diabete.
La validazione locale resta il passaggio decisivo
Il gruppo ritiene probabile che la misura della coscia sia utile anche per la popolazione danese, ma riconosce che MEDWACS dovrà essere verificato su dati sanitari nazionali. Yoo si dice fiducioso proprio perché il test ha funzionato su popolazioni diverse come quelle statunitense e sudcoreana, aggiungendo però che serviranno prove specifiche per averne certezza.
Un test domestico come MEDWACS vi sembrerebbe utile per decidere se chiedere un controllo medico, oppure preferireste strumenti di valutazione già consolidati?































