La Nasa ha cancellato il tentativo di sollevare il telescopio Swift verso un’orbita più alta, rendendo probabile il suo rientro e la sua disintegrazione nell’atmosfera entro la fine del 2026, comunque non prima di ottobre. La decisione, annunciata mercoledì 19 agosto, è stata presa insieme alla startup statunitense Katalyst Space Technologies: il suo veicolo LINK non proverà più a catturare e trainare l’osservatorio, a causa dei persistenti problemi nel controllo dell’assetto emersi dopo il lancio. La sonda tenterà però un avvicinamento per ottenere informazioni utili alle future missioni di assistenza orbitale.
- La missione di salvataggio era costata 30 milioni di dollari.
- Swift, lanciato nel 2004, si trovava a circa 345 chilometri di quota il giorno dell’annuncio.
- LINK era stato lanciato il 3 luglio, ma poche settimane dopo aveva iniziato a ruotare senza controllo.
- La Nasa prevede che Swift rientri nell’atmosfera entro la fine dell’anno, non prima di ottobre.
Il telescopio Swift non riceverà quindi la spinta orbitale che avrebbe potuto prolungarne di circa un decennio l’attività scientifica.
La rotazione incontrollata di LINK ha fermato il piano
Il progetto prevedeva l’impiego di LINK come una sorta di rimorchiatore robotico senza equipaggio. Dopo aver raggiunto Swift, il veicolo avrebbe dovuto afferrarlo e riportarlo verso la quota originaria di circa 600 chilometri, contro i 345 chilometri registrati mercoledì.
LINK, progettato e costruito in meno di un anno, era partito il 3 luglio a bordo di un piccolo razzo Pegasus, sganciato a sua volta da un aereo. Il 28 luglio Katalyst aveva comunicato che il veicolo ruotava in modo incontrollato da 72 ore. Il guasto aveva provocato anche comunicazioni intermittenti e una perdita parziale di funzionalità del sistema di propulsione.
I controllori sono riusciti a rallentare la rotazione, ma i problemi di orientamento e posizionamento sono proseguiti. Nasa e Katalyst hanno così escluso la manovra più delicata: catturare il telescopio con i bracci robotici e imprimergli la spinta necessaria per alzarne l’orbita.
«Questo non è il risultato che ci eravamo prefissati, ma non cambia il motivo per cui valeva la pena tentare questa missione», ha dichiarato l’amministratore della Nasa Jared Isaacman. Il direttore generale di Katalyst, Ghonhee Lee, ha definito il progetto una sfida ad alto rischio e alto rendimento, affrontata con tempi molto stretti.
Swift perde quota dopo oltre vent’anni in orbita
Il Neil Gehrels Swift Observatory è stato lanciato nel 2004 per studiare i lampi gamma, eventi cosmici brevi e molto energetici. Nel tempo è stato impiegato anche per osservare altri fenomeni improvvisi, fornendo rapidamente informazioni agli astronomi quando viene rilevato un nuovo evento nel cielo.
La sua quota è diminuita per effetto della resistenza atmosferica. Anche alle altezze dei satelliti in orbita bassa sono presenti particelle che, nel tempo, sottraggono energia al moto orbitale. Secondo la Nasa, l’intense attività solare ha accelerato la perdita di quota rispetto alle previsioni. Gli strumenti scientifici di Swift erano già stati spenti nel corso dell’anno nel tentativo di rallentare la discesa.
Per l’astronomia, la fine di Swift significa perdere uno strumento concepito per reagire rapidamente a fenomeni celesti di breve durata, senza che al momento sia in preparazione un sostituto diretto.
La Nasa ha indicato che utilizzerà le missioni già operative per coprire temporaneamente questa funzione e cercherà nuove soluzioni per rispondere con rapidità agli eventi cosmici. In pratica, ciò non implica la cessazione di queste osservazioni, ma riduce le risorse specificamente disponibili per seguirle.
L’avvicinamento servirà a preparare altri interventi orbitali
Nonostante la cancellazione del traino, LINK continuerà a operare in prossimità del telescopio Swift. L’obiettivo residuo è raccogliere il maggior numero possibile di dati sulle procedure di incontro tra veicoli spaziali, senza tentare la cattura.
Il valore dell’esperimento va oltre il destino del singolo osservatorio. La manutenzione in orbita può, in linea generale, consentire di ispezionare, riparare o spostare satelliti che non erano stati progettati per ricevere assistenza. Un incontro riuscito fornirebbe quindi indicazioni tecniche per missioni successive, pur senza salvare Swift.
Tra i possibili beneficiari di un futuro innalzamento orbitale era stato indicato anche il telescopio Hubble, anch’esso in discesa. Avrebbe potuto essere il candidato successivo se la missione su Swift avesse avuto esito positivo, ma non è stato chiarito che cosa comporti ora la rinuncia della Nasa.
Secondo voi la Nasa dovrebbe continuare a investire in veicoli capaci di prolungare la vita dei telescopi già in orbita?






























