Per chi dall’Italia segue il biotech statunitense, il nuovo balzo di Moderna mostra quanto rapidamente un risultato clinico possa cambiare le valutazioni di mercato. Mercoledì la società e Merck hanno annunciato che il loro vaccino a mRNA contro il cancro ha raggiunto gli obiettivi di uno studio di fase 3 sul melanoma. Il rialzo delle azioni ha riportato il cofondatore Robert Langer tra i miliardari: secondo un’analisi di Forbes, il valore del suo patrimonio è salito a circa 1,7 miliardi di dollari statunitensi, grazie soprattutto alla partecipazione detenuta nell’azienda.
- Moderna e Merck hanno comunicato il raggiungimento degli obiettivi dello studio di fase 3 sul melanoma.
- Il titolo Moderna è salito di oltre il 100%, mentre il New York Times quantifica il rialzo al 177%.
- Forbes stima ora il patrimonio di Robert Langer in circa 1,7 miliardi di dollari statunitensi.
Il risultato clinico cambia le attese su Moderna
La reazione del mercato è arrivata dopo una fase difficile per Moderna, le cui prospettive si erano indebolite con il crollo della domanda di vaccini contro il Covid-19. Nel frattempo, però, l’azienda aveva continuato a lavorare su applicazioni diverse della tecnologia a mRNA, compreso il programma oncologico sviluppato con Merck.
Le fonti concordano sull’ampiezza eccezionale del movimento, pur indicandola in modo diverso: Fortune parla di un aumento superiore al 100%, mentre il titolo del New York Times riporta un progresso del 177%. Il rialzo si è inserito inoltre in una fase di recupero più generale del comparto biofarmaceutico, reduce da un prolungato periodo di debolezza.
Il mercato sta quindi attribuendo a Moderna un valore maggiore non soltanto come produttore di vaccini contro il Covid, ma come società impegnata anche nello sviluppo di terapie oncologiche.
Uno studio di fase 3 serve normalmente a valutare su una popolazione più ampia efficacia e sicurezza di un trattamento prima dell’eventuale esame delle autorità regolatorie. Il raggiungimento degli obiettivi dello studio non equivale dunque, da solo, a un’autorizzazione né consente di stabilire quando il prodotto potrebbe diventare disponibile.
Per gli investitori italiani, il caso evidenzia anche due livelli di rischio tipici dei titoli biotech quotati negli Stati Uniti: la valutazione può reagire in modo marcato alle notizie cliniche e il risultato espresso in euro dipenderebbe anche dall’andamento del cambio con il dollaro. Si tratta di implicazioni generali del movimento di mercato, non di indicazioni sull’esito futuro del programma.
La quota del 3% riporta Langer sopra il miliardo
Langer, 77 anni, possiede circa il 3% di Moderna. Dopo l’annuncio, il valore di questa partecipazione ha superato la soglia del miliardo di dollari; il suo patrimonio complessivo, secondo Forbes, è quasi raddoppiato rispetto ai circa 730 milioni di dollari stimati martedì.
All’inizio di gennaio, quando le azioni Moderna erano scese a 29,81 dollari, la stessa quota era valutata circa 343 milioni di dollari. Queste oscillazioni mostrano perché il patrimonio di fondatori e dirigenti fortemente esposti alle azioni delle proprie aziende possa variare anche senza una vendita dei titoli.
Per Langer è il secondo ingresso nel club dei miliardari dopo quello del novembre 2020, seguito ai risultati di fase 3 del vaccino anti-Covid di Moderna.
Nel 2021 Forbes aveva stimato la sua ricchezza fino a 4,9 miliardi di dollari, prima che il calo delle azioni lo facesse uscire dalla categoria. Il nuovo aumento resta quindi legato al valore di mercato della partecipazione e potrebbe cambiare ancora con il prezzo del titolo.
Vent’anni di offerte rifiutate prima della biotecnologia
La traiettoria personale di Langer contrasta con l’attuale dimensione del suo patrimonio. Dopo gli studi in ingegneria chimica alla Cornell University e il dottorato conseguito al MIT nel 1974, ricevette 20 offerte di lavoro, molte provenienti da compagnie petrolifere alla ricerca di ingegneri durante una carenza di carburante negli Stati Uniti.
Langer le rifiutò perché, come spiegò in un’intervista a Big Think del 2018, cercava un’attività che gli permettesse di avere un impatto maggiore sul mondo. Nella stessa intervista invitò gli studenti a non scegliere soltanto in base a denaro e sicurezza, ma a cercare un lavoro capace di renderli felici.
Secondo voi, il rialzo di Moderna riflette già troppo ottimismo oppure il programma oncologico può giustificare una nuova valutazione dell’azienda?






























