Almeno 50 persone sono morte nel capovolgimento di una barca sovraccarica vicino a Gorau, nello stato di Sokoto, nel nord-ovest della Nigeria. L’imbarcazione trasportava persone dirette al lavoro nei campi quando si è rovesciata su un fiume; tra le vittime ci sono almeno 40 bambini. Giovedì i soccorritori erano ancora impegnati nella ricerca dei dispersi e nel recupero dei corpi. Le autorità non avevano ancora diffuso un bilancio unico e definitivo, mentre testimonianze locali e funzionari hanno fornito cifre raccolte durante le operazioni.
- Il naufragio è avvenuto vicino a Gorau, nell’area amministrativa di Goronyo.
- Un funzionario dell’autorità per le vie navigabili ha confermato il recupero di circa 40 corpi di bambini.
- Secondo una testimonianza citata dal Daily Trust, a bordo si trovavano circa 70 persone e sei sono state salvate.
- Le ricerche nel fiume proseguono con l’impiego di sommozzatori.
La presenza di almeno 40 minori tra le vittime rende particolarmente grave il bilancio del naufragio in Nigeria.
Abdulkadir Yusuf, responsabile locale della National Inland Waterways Authority, ha dichiarato che fino a quel momento erano stati recuperati «circa 40 corpi di bambini». Un residente, Samaila Garba, ha riferito che tra i morti c’era anche sua nipote Jamila Usman, di 13 anni.
Un ex consigliere locale, Ibrahim Musa, ha detto che 46 vittime erano già state sepolte e che altri cinque corpi erano appena stati estratti dal fiume. Un testimone della Reuters ha visto 50 salme, molte avvolte in stuoie e tessuti tradizionali, nel piazzale di una moschea di Gorau prima della sepoltura.
I passeggeri stavano raggiungendo i campi di riso
Secondo il funzionario locale Sarkin Daji, sulla barca viaggiavano proprietari di aziende agricole e lavoratori stagionali diretti verso campi di riso per attività di semina o raccolta. Una ricostruzione pubblicata dal Daily Trust, basata sul racconto di un testimone, indica che i passeggeri erano circa 70, in gran parte minori tra i 10 e i 15 anni.
La stessa fonte riferisce che sei persone, compreso il capo del villaggio, sono state tratte in salvo. Il giornalista Sharhabilu Yahuza Kiliya ha segnalato che i sommozzatori continuavano a cercare i dispersi e a recuperare i corpi.
Per le famiglie che utilizzano questa via d’acqua per raggiungere i terreni agricoli, il disastro significa che un tragitto legato al lavoro quotidiano ha coinvolto direttamente un’intera comunità.
Il bilancio resta provvisorio durante le ricerche
Dahir Kure, portavoce nello stato di Sokoto della National Emergency Management Agency, ha confermato l’avvio delle operazioni sul luogo dell’incidente. L’agenzia nazionale interviene nella gestione delle emergenze, mentre l’autorità per le vie navigabili interne si occupa del sistema di trasporto fluviale: i dati comunicati dai due organismi possono quindi riferirsi a fasi diverse delle ricerche.
Questo significa che le cifre sui corpi recuperati, sulle sepolture e sulle persone ancora disperse devono essere considerate provvisorie finché le autorità non completeranno la raccolta delle informazioni. Il dato più circostanziato riguarda i bambini: Yusuf ne ha confermato il recupero di circa 40.
I naufragi ricorrono sulle vie d’acqua nigeriane
Gli incidenti con imbarcazioni sono frequenti sui fiumi e sulle altre vie navigabili della Nigeria. Tra i fattori indicati ricorrono il sovraccarico, la manutenzione insufficiente e il mancato rispetto delle regole di sicurezza. Il mese scorso almeno cinque persone erano morte nel capovolgimento di un’altra barca nello stato di Jigawa.
A gennaio almeno 25 persone avevano perso la vita in un incidente simile che coinvolse un’imbarcazione con agricoltori e pescatori diretta dallo stato di Jigawa verso quello di Yobe. La nuova tragedia mostra che, per chi dipende dai collegamenti fluviali per raggiungere i campi, il rispetto della capacità delle barche e delle misure di sicurezza può avere conseguenze immediate sulla tutela dei passeggeri.






























