Abdul El-Sayed sarà il candidato democratico al Senato in Michigan e a novembre affronterà il repubblicano Mike Rogers in una competizione che contribuirà a determinare il controllo della camera alta del Congresso. L’ex responsabile della sanità pubblica ha sconfitto di stretta misura la deputata moderata Haley Stevens nelle primarie democratiche, il cui esito è stato definito mercoledì dopo una lunga notte di spoglio. La vittoria consegna all’ala progressista una nomination statale di grande rilievo e apre ora una seconda sfida: riunire un partito diviso da una campagna particolarmente combattuta.
- El-Sayed ha preceduto Stevens di 14.893 voti quando l’Associated Press ha assegnato la vittoria.
- Il margine era inferiore a un punto percentuale su oltre 1,5 milioni di schede conteggiate.
- A novembre il candidato democratico sfiderà l’ex deputato repubblicano Mike Rogers.
- Il seggio è quello del senatore democratico uscente Gary Peters.
Le primarie hanno scelto soltanto il candidato del partito: la conquista effettiva del seggio dipenderà dal voto generale di novembre.
Lo spoglio nelle contee dell’area di Detroit decide la corsa
Il confronto è rimasto aperto fino alle ultime fasi del conteggio. L’Associated Press ha dichiarato vincitore El-Sayed dopo gli aggiornamenti provenienti dalle contee di Wayne e Oakland, due delle maggiori nell’area di Detroit, stabilendo che i voti ancora da scrutinare non sarebbero bastati a Stevens per colmare il distacco.
Durante la notte le proiezioni avevano già indicato un vantaggio del progressista, ma la distanza si è ridotta con il procedere dello spoglio. Quando la gara è stata assegnata, El-Sayed conservava 14.893 preferenze di margine, meno di un punto percentuale su oltre 1,5 milioni di voti.
Il risultato segna un netto cambiamento nella traiettoria politica del candidato. Nel 2018 El-Sayed aveva perso le primarie per la carica di governatore contro Gretchen Whitmer con uno scarto di 21 punti percentuali. Dopo la vittoria di questa settimana ha celebrato il risultato richiamando Muhammad Ali: «Abbiamo scosso il mondo».
La piattaforma progressista supera il sostegno dell’establishment a Stevens
El-Sayed, 41 anni, è un medico ed ex direttore sanitario di Detroit e della contea di Wayne, figlio di immigrati egiziani. Ha impostato la campagna sul “Medicare for All”, sulla riforma del finanziamento politico, sui temi economici e sull’interruzione degli aiuti militari incondizionati a Israele. Tra i suoi sostenitori figurano Bernie Sanders e Alexandria Ocasio-Cortez.
Stevens, 43 anni e alla Camera dal 2019, aveva invece ottenuto l’appoggio di figure di vertice del partito, tra cui il leader democratico al Senato Chuck Schumer e il senatore uscente Gary Peters. La sua campagna aveva messo al centro il settore manifatturiero, l’economia e la propria esperienza nelle competizioni elettorali difficili.
Prima di entrare al Congresso, Stevens aveva lavorato come capo di gabinetto della task force automobilistica dell’amministrazione Barack Obama, coinvolta nella gestione dell’intervento federale per General Motors e Chrysler.
La vittoria di El-Sayed significa che i democratici affideranno la corsa in uno Stato conteso a un programma più apertamente progressista e critico verso l’influenza dei grandi interessi economici.
Dopo lo scontro interno, i democratici cercano l’unità contro Rogers
Stevens ha riconosciuto la sconfitta e promesso pieno sostegno al vincitore nella campagna contro Rogers. El-Sayed l’ha ringraziata e ha indicato come obiettivo l’unità in vista dell’autunno. È un passaggio essenziale: durante le primarie i sostenitori della deputata avevano sostenuto che lei sarebbe stata una candidata più competitiva alle elezioni generali.
Il Michigan è uno Stato politicamente conteso e il suo seggio contribuirà a stabilire quale partito controllerà il Senato negli ultimi due anni del mandato presidenziale di Donald Trump. La camera alta non approva soltanto le leggi federali insieme alla Camera, ma interviene anche sulle nomine presidenziali: per questo il risultato avrà conseguenze sulla capacità della Casa Bianca di portare avanti la propria agenda.
Trump ha accolto l’esito come una «grande notizia per il Partito repubblicano» e ha attaccato El-Sayed su Truth Social. Per i democratici, invece, il voto riapre il confronto nazionale sull’efficacia del populismo economico, della sanità universale e di una linea più critica verso Israele in uno Stato che Trump ha conquistato nelle presidenziali del 2024.
La candidatura progressista di El-Sayed rafforzerà i democratici in Michigan o renderà più difficile battere Rogers? Condividete la vostra valutazione.






























