Kevin Lamour non è più il direttore operativo della Fifa. Il 17 agosto la federazione calcistica internazionale lo ha licenziato, dopo che il dirigente aveva criticato pubblicamente il progetto sostenuto dal presidente Gianni Infantino per coinvolgere capitali privati nella gestione commerciale delle competizioni, compresi i Mondiali maschili e femminili. La Fifa ha informato della decisione i membri del Consiglio, spiegando che è stata presa «dopo un’attenta valutazione e con grande rispetto per Kevin». Il piano al centro dello scontro era già stato ritirato da Infantino in seguito alle reazioni suscitate nel mondo del calcio.
- Kevin Lamour è stato licenziato dalla Fifa il 17 agosto.
- Il dirigente aveva accusato la federazione di scarsa trasparenza sul progetto aperto agli investitori privati.
- Il piano prevedeva di cedere il 20% di una nuova struttura valutata circa 20 miliardi di dollari.
- Gianni Infantino ha successivamente ritirato il progetto.
L’uscita di Lamour priva la Fifa del suo direttore operativo nel pieno del confronto su come finanziare e gestire le attività commerciali legate ai suoi principali tornei.
Lamour aveva denunciato scarsa trasparenza
Lo scontro era diventato pubblico alla fine di luglio. Lamour aveva sostenuto che i dipendenti fossero stati «ingannati» per la limitata trasparenza con cui, a suo giudizio, era stata condotta l’operazione. Aveva inoltre descritto il piano come il progetto di «una sola persona», con un riferimento diretto a Infantino.
Il dirigente era entrato nella Fifa nel novembre 2024, dopo una lunga esperienza ai vertici della Uefa. Il suo incarico operativo lo collocava quindi all’interno della struttura chiamata a tradurre le decisioni strategiche della federazione nella gestione quotidiana.
La comunicazione inviata ai membri del Consiglio non indica, nella formula riportata, una motivazione dettagliata del licenziamento. La sequenza degli eventi lega tuttavia la rimozione al confronto interno esploso dopo le dichiarazioni pubbliche di Lamour.
Il progetto avrebbe aperto il 20% ai capitali privati
La proposta prevedeva la nascita di una struttura valutata circa 20 miliardi di dollari, equivalenti indicativamente a circa 17 miliardi di euro. Una quota del 20% sarebbe stata ceduta a investitori privati.
Il perimetro dell’operazione comprendeva le attività commerciali delle competizioni Fifa: i Mondiali maschili, quelli femminili e il Mondiale per club. Queste attività rappresentano la dimensione economica dei tornei e possono includere lo sfruttamento dei relativi diritti e accordi commerciali.
L’ingresso di investitori esterni avrebbe significato condividere con soggetti privati una parte del valore economico prodotto dalle competizioni Fifa, introducendo anche aspettative di rendimento nella struttura prevista.
È questo l’elemento che rende il caso rilevante oltre il licenziamento del singolo dirigente: la disputa riguarda il confine tra il controllo diretto della federazione e la partecipazione di capitali privati negli asset commerciali del calcio internazionale. Per federazioni, club e pubblico, una scelta di questo tipo potrebbe incidere sul modello con cui vengono organizzati e valorizzati i tornei, anche se il progetto specifico contestato da Lamour non andrà avanti dopo il ritiro deciso da Infantino.
Secondo voi la Fifa dovrebbe mantenere interamente sotto il proprio controllo le attività commerciali dei Mondiali o aprirle agli investitori privati?






























