Negli Stati Uniti, la malattia epatica steatosica associata a disfunzione metabolica, indicata con la sigla MASLD, è diventata la principale causa di cirrosi nell’analisi condotta all’interno della Veterans Health Administration. Lo studio, pubblicato sull’American Journal of Gastroenterology, ha esaminato 172.267 pazienti con cirrosi incidente tra il 2008 e il 2023. Il gruppo guidato da Pedro Ochoa-Allemant, dell’Università della Pennsylvania a Philadelphia, ha applicato la nomenclatura aggiornata delle malattie epatiche steatosiche per ricostruire come sia cambiato il peso delle diverse cause.
- L’analisi comprende 172.267 pazienti con cirrosi incidente seguiti nella Veterans Health Administration dal 2008 al 2023.
- La prevalenza annuale della cirrosi è salita dallo 0,84% nel 2014 all’1,29% nel 2023.
- La MASLD è diventata il principale fattore associato all’incidenza della cirrosi.
- La cirrosi legata al virus dell’epatite C è diminuita, pur restando molto diffusa.
La prevalenza annuale sale fino all’1,29%
I ricercatori hanno riscontrato una crescita costante della prevalenza annuale della cirrosi: dallo 0,84% registrato nel 2014 si è arrivati all’1,29% nel 2023. Per questa tendenza lo studio riporta un coefficiente β pari a 0,047.
Tra le diverse categorie analizzate, la MASLD ha mostrato l’incremento annuale più elevato, con un coefficiente β di 0,022. La sigla identifica la malattia epatica steatosica associata a disfunzione metabolica, una denominazione che mette in primo piano la relazione tra accumulo di grasso nel fegato e fattori metabolici.
Il dato centrale non è soltanto l’aumento della cirrosi, ma il passaggio delle cause metaboliche davanti all’epatite virale nell’incidenza osservata.
La componente metabolica ridisegna il peso delle cause
La cirrosi associata al virus dell’epatite C è risultata in calo, ma è rimasta altamente prevalente. Parallelamente, l’analisi ha distinto la MASLD dalle forme associate all’alcol e da quelle in cui convivono fattori metabolici e consumo di alcol.
Per la MASLD, nuovi casi e decessi sono risultati bilanciati. Nelle categorie della malattia epatica associata sia a fattori metabolici sia all’alcol e della malattia epatica associata all’alcol, invece, i casi incidenti hanno superato i decessi.
In termini interpretativi, questo significa che la prevenzione della cirrosi non può essere concentrata esclusivamente sulle epatiti virali. Gli autori indicano come urgenti strategie multidisciplinari rivolte ai fattori di rischio metabolico e al consumo di alcol, con l’obiettivo di ridurre malattia e mortalità legate alla cirrosi.
I dati sui veterani non si trasferiscono automaticamente all’Italia
La Veterans Health Administration è il sistema sanitario dedicato ai veterani statunitensi. La dimensione del campione consente di osservare l’evoluzione delle diagnosi all’interno di quel sistema, ma la sua composizione specifica impone cautela: le percentuali non possono essere applicate direttamente né all’intera popolazione americana né a quella italiana.
Per l’Italia, il valore dello studio è soprattutto nel segnale clinico: fattori metabolici, consumo di alcol ed epatiti virali devono essere considerati insieme quando si pianificano prevenzione e assistenza.
La distinzione tra prevalenza e incidenza è altrettanto importante. La prima descrive quante persone convivono con la cirrosi in un determinato periodo; la seconda riguarda i nuovi casi. Il lavoro mostra quindi sia un aumento del carico complessivo sia un cambiamento nella composizione delle nuove diagnosi.
Secondo voi, la prevenzione della cirrosi dovrebbe integrare più chiaramente controlli metabolici, contrasto al consumo rischioso di alcol e screening delle epatiti?































