«SpaceX sta assumendo talenti eccezionali nell’ingegneria e nei mestieri specializzati»: con un messaggio pubblicato su X il 1° agosto 2026, Elon Musk ha aperto una nuova campagna di assunzioni SpaceX per costruire e gestire cluster di supercomputer dedicati all’intelligenza artificiale. L’imprenditore ha indicato come orizzonte sia la Terra sia strutture «fuori dalla Terra», senza però chiarire se i nuovi dipendenti dovranno lavorare nello spazio. La procedura iniziale è essenziale: un curriculum e tre punti che dimostrino «capacità eccezionali», da inviare a [email protected].
- SpaceX cerca ingegneri e professionisti dei mestieri specializzati per costruire e gestire infrastrutture di calcolo per l’IA.
- La candidatura richiede un curriculum accompagnato da tre prove sintetiche di capacità eccezionali.
- Musk ha descritto i futuri cluster come installazioni destinate alla Terra e, potenzialmente, allo spazio.
- Tutte le posizioni attualmente pubblicate sul sito di SpaceX indicano ancora una sede terrestre.
Tre punti per dimostrare un’«abilità eccezionale»
La formula scelta da Musk non è nuova. Il responsabile di Tesla e SpaceX ha già chiesto ai candidati delle sue aziende di riassumere in tre punti le prove delle proprie capacità oppure i problemi tecnici più difficili che hanno risolto.
Il messaggio delle nuove assunzioni SpaceX è che la corsa all’intelligenza artificiale non riguarda soltanto programmatori e ricercatori, ma anche chi sa costruire e mantenere gli impianti fisici che rendono possibile il calcolo.
Un data center combina server, alimentazione elettrica, sistemi di raffreddamento e strutture operative. Questo spiega perché Musk abbia citato, accanto agli ingegneri, figure come elettricisti e idraulici: la realizzazione di cluster per l’IA richiede competenze informatiche, industriali e impiantistiche.
Per un professionista italiano interessato, il dato concreto è l’esistenza di un canale diretto per presentare la candidatura. Il riferimento a installazioni «fuori dalla Terra», invece, non consente di concludere che le persone selezionate lavoreranno nello spazio: le sedi degli annunci disponibili restano sulla Terra.
Huang indica nei mestieri tecnici un’opportunità dell’IA
La ricerca di SpaceX si inserisce in una valutazione espressa anche da Jensen Huang. Parlando a gennaio con l’amministratore delegato di BlackRock, Larry Fink, durante il World Economic Forum di Davos, il responsabile di Nvidia aveva previsto numerosi posti legati alla costruzione delle infrastrutture per l’IA.
«È meraviglioso che i lavori siano legati ai mestieri», aveva detto Huang, citando idraulici, elettricisti, addetti alle costruzioni e lavoratori dell’acciaio. Aveva inoltre sottolineato che per ottenere buoni guadagni in questo settore non è necessariamente richiesto un dottorato in informatica.
Negli Stati Uniti risultano già operativi più di 3.000 data center, mentre oltre 1.500 sono in fase di sviluppo, secondo Pew Research. Questi numeri offrono il contesto terrestre dell’annuncio: prima ancora delle ambizioni spaziali, l’espansione dell’IA comporta la costruzione di grandi infrastrutture materiali.
SpaceX collega i data center ai propri progetti spaziali
La campagna di assunzioni arriva mentre SpaceX assume un ruolo più diretto nei progetti di Musk per l’intelligenza artificiale. All’inizio del 2026 la società ha acquisito xAI, poi rinominata SpaceXAI. Quest’ultima gestisce Colossus, il campus di supercomputer a Memphis, nel Tennessee, utilizzato per addestrare i modelli Grok.
Il riferimento ai data center extraterrestri non è soltanto una formula promozionale: compare anche tra gli obiettivi societari collegati agli incentivi di Musk.
Nel prospetto diffuso prima dell’offerta pubblica iniziale del 12 giugno, SpaceX ha indicato tra i traguardi il completamento di data center non terrestri capaci di fornire 100 terawatt di calcolo all’anno. Lo stesso documento lega una parte delle azioni assegnabili a Musk alla creazione di una colonia umana permanente su Marte con almeno un milione di abitanti.
Il prospetto cita inoltre una futura economia lunare, con produzione manifatturiera ed energetica e trasporto di merci tra basi, oltre a possibili attività su Marte e sugli asteroidi. In pratica, le assunzioni attuali servono a competenze immediatamente utilizzabili sulla Terra, mentre la loro eventuale applicazione nello spazio resta legata alla realizzazione di programmi ancora futuri.
Bastano un curriculum e tre risultati concreti per individuare i talenti giusti, oppure SpaceX dovrebbe adottare una selezione più strutturata? Diteci cosa ne pensate.































