La Ford Mustang è una pony car americana, mentre la Boss 351 ne rappresentò una versione ad alte prestazioni strettamente legata alla tradizione sportiva del marchio. Arrivata nel 1971 con un V8 da 351 pollici cubi, rimase in produzione per un solo model year e si fermò a 1.806 esemplari. A determinarne la breve carriera non fu la mancanza di prestazioni: pesarono soprattutto il ridimensionamento dei programmi agonistici Ford, la crescente attenzione a sicurezza ed emissioni, l’aumento dei costi assicurativi delle muscle car e la debole accoglienza riservata alla Mustang ridisegnata.
- Ford produsse 1.806 Mustang Boss 351, tutte appartenenti al model year 1971.
- Il V8 Boss 351 sviluppava 330 hp e 370 lb-ft di coppia.
- Ford aveva ritirato le proprie auto ufficiali dalle competizioni NASCAR e Trans Am.
- La Mustang del 1971 era più lunga e larga di oltre due pollici rispetto al modello del 1970.
La fine dei programmi sportivi tolse alla Boss la sua missione
Le precedenti Boss 302 e Boss 429, introdotte nel 1969, erano state sviluppate in funzione dell’impegno Ford rispettivamente nella Trans Am e nella NASCAR. Quando la casa ridusse drasticamente la propria presenza nelle corse e ritirò le vetture ufficiali da entrambe le serie, venne meno anche la ragione originaria che aveva sostenuto quei motori.
La Boss 351 nacque mentre questa svolta era già in corso. Il suo propulsore divenne quindi una sorta di erede delle precedenti Boss, ma senza lo stesso legame operativo con un programma agonistico ufficiale.
Questo significa che la Boss 351 non fu eliminata perché poco veloce, ma perché il contesto industriale e commerciale che aveva giustificato le Boss precedenti stava scomparendo.
All’inizio degli anni Settanta, inoltre, le case automobilistiche dovevano dedicare maggiore attenzione alle regole su sicurezza ed emissioni. Per i clienti si aggiungevano tariffe assicurative cresciute insieme alla potenza delle muscle car, con un conseguente aumento dei costi di possesso.
Nel mercato statunitense, “model year” identifica una specifica versione annuale di un’automobile e non coincide necessariamente in modo perfetto con l’anno solare. Dire che la Boss 351 durò un solo model year indica dunque che Ford non proseguì quella configurazione nella gamma successiva.
Il V8 Cleveland garantiva prestazioni da vera muscle car
I numeri 302, 429 e 351 indicavano la cilindrata in pollici cubi, ma i tre V8 appartenevano a famiglie differenti. Il Boss 351 derivava dalla gamma Cleveland, chiamata come la città in cui veniva prodotta; i motori Cleveland avevano debuttato nel 1970.
Per trasformare il propulsore di base in un Boss, Ford adottò supporti di banco a quattro bulloni, pistoni in alluminio forgiato e rinforzi alle estremità dell’albero motore. Il risultato era una potenza di 330 hp, accompagnata da 370 lb-ft di coppia. La vettura poteva accelerare da 0 a 60 miglia orarie in 5,8 secondi.
Anche le prove sul quarto di miglio ne confermavano il potenziale. Motor Trend registrò 13,8 secondi e una velocità finale di 104 miglia orarie con la Boss 351 del 1971. Car Life aveva invece rilevato 14,09 secondi e 102,85 miglia orarie per la Mustang Boss 429 del 1969, sebbene si trattasse di test svolti da pubblicazioni e su vetture differenti.
La Mustang più grande non convinse il mercato
La Boss 351 dovette fare i conti anche con il profondo ridisegno della Mustang. Rispetto al modello del 1970, l’auto del 1971 era cresciuta di oltre due pollici sia in lunghezza sia in larghezza; il passo aumentò di un pollice e la carreggiata posteriore di 2,5 pollici. Le forme più filanti sottolineavano ulteriormente le nuove proporzioni.
L’aumento delle dimensioni aveva una motivazione tecnica. Bunkie Knudsen, presidente Ford durante lo sviluppo, voleva una Mustang capace di accogliere più comodamente il V8 da 429 pollici cubi, che nel progetto precedente entrava con difficoltà. L’abitacolo, però, ricevette critiche: Car and Driver contestò la visibilità verso l’esterno, la posizione poco accessibile di alcuni comandi e la scarsa leggibilità degli strumenti ausiliari.
Le Mustang di maggiori dimensioni, offerte dal 1971 al 1973, totalizzarono 410.448 vendite, contro oltre 1,75 milioni di esemplari accumulati dalla pony car originale nei primi tre anni e mezzo nei concessionari.
Il nome Boss nacque da un soprannome interno
Secondo la tradizione Ford, il nome Boss risale al designer Larry Shinoda. Interrogato sul nuovo progetto al quale stava lavorando, avrebbe risposto che si trattava dell’auto del capo, “the boss’s car”. Il soprannome finì per identificare sia le vetture sia i loro motori.
La storia della Boss 351 mostra quindi l’effetto combinato di più fattori: la fine di una strategia sportiva, il cambiamento delle priorità normative, i maggiori costi per gli automobilisti e una Mustang ridisegnata che non replicò i risultati commerciali della generazione originaria. Per gli appassionati, ciò implica che i soli dati prestazionali non bastano a spiegare la sopravvivenza di un modello: conta anche il ruolo che esso occupa nella strategia del costruttore.
Secondo voi, la Boss 351 meritava una seconda stagione o il nuovo corso della Mustang ne aveva già segnato il destino?































