La Polonia indaga sulla possibile caduta di un missile russo nel proprio territorio durante l’attacco lanciato nella notte contro l’Ucraina. Giovedì 30 luglio, le autorità hanno individuato un cratere e alcuni detriti in un campo vicino a Tarnawa-Kolonia, nella regione di Lublino, dopo che un oggetto era stato rilevato nello spazio aereo nazionale e poi perso dai radar. Il premier Donald Tusk ha detto che gli elementi raccolti indicano un missile da crociera russo Kh-101, precisando tuttavia che occorre attendere l’esito delle verifiche. In Polonia non sono state segnalate vittime.
- L’oggetto è stato rilevato nello spazio aereo polacco alle 3:40 e il contatto radar è terminato alle 3:46.
- Il probabile punto d’impatto si trova vicino a Tarnawa-Kolonia, a circa 80 chilometri dal confine ucraino.
- Il cratere individuato dalle autorità misura circa 10 metri di diametro.
- La NATO e la Polonia hanno attivato le rispettive difese aeree e terrestri.
Zelensky aveva avvertito dell’imminente attacco russo
Poche ore prima dei bombardamenti, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky aveva segnalato il rischio di un imminente «attacco massiccio». Secondo il rapporto militare ucraino, Mosca ha poi impiegato 74 missili, nove dei quali balistici, e 284 droni contro diverse aree del Paese.
Le autorità ucraine hanno riferito di almeno otto morti. A Kryvyi Rih, nell’Ucraina centrale, un missile balistico Iskander-M ha colpito un’abitazione privata, uccidendo sei persone, tra cui due bambine di 5 e 12 anni, secondo il capo dell’amministrazione militare municipale Oleksandr Vilkul. Altre due persone sono morte a Kiev e Poltava.
Il ministero della Difesa russo ha sostenuto di avere colpito aeroporti militari, strutture del complesso militare-industriale, centri di telecomunicazione e nodi logistici. Mosca ha indicato obiettivi a Kiev, Leopoli e nelle regioni di Ivano-Frankivsk, Zhitomir, Riven, Vinnytsia e Dnipropetrovsk, oltre ad alcune navi cargo che, secondo il ministero, trasportavano armamenti e materiale militare.
Alle 3:40 l’oggetto entra nello spazio aereo polacco
I radar polacchi avevano seguito almeno una dozzina di missili sull’Ucraina occidentale. Intorno alle 3:30 uno degli oggetti si era avvicinato al confine, per poi cambiare direzione e tornare verso est. Dieci minuti dopo, un secondo rilevamento ha segnalato un oggetto non identificato diretto a ovest all’interno dello spazio aereo polacco.
Il contatto è scomparso alle 3:46. In risposta sono decollati due F-16 polacchi, un aereo cisterna A330 della NATO, un velivolo di allerta precoce Saab 340 e un elicottero Mi-24. Proprio l’equipaggio dell’elicottero ha successivamente confermato il probabile punto d’impatto.
La polizia, allertata dai residenti per un forte boato, ha trovato il cratere e detriti sparsi in un campo. L’area si trova a circa due chilometri dagli edifici più vicini. Tusk si è recato sul posto con i ministri della Difesa e dell’Interno.
Secondo il premier polacco, tutto porta a ritenere che si tratti di un Kh-101 russo, ma Varsavia non considera ancora conclusa l’identificazione.
Tusk ha inoltre affermato che non vi sono indicazioni di un attacco deliberato contro la Polonia. Il ministro degli Esteri ucraino Andrii Sybiha ha invece già attribuito l’incursione a un Kh-101, sostenendo che il missile abbia violato lo spazio aereo della NATO.
L’indagine dovrà stabilire origine e traiettoria del missile
Le prossime verifiche riguarderanno il cratere, i frammenti e i dati radar, necessari per determinare con certezza il tipo di ordigno e ricostruirne la traiettoria. La NATO ha fatto sapere di essere in stretto contatto con Varsavia, mentre il comandante supremo alleato in Europa, generale Alexus Grynkewich, ha parlato con il capo di Stato maggiore polacco.
La violazione di uno spazio aereo NATO è un incidente rilevante, ma non determina automaticamente una specifica risposta dell’Alleanza: contano l’attribuzione, le circostanze e le valutazioni condivise dagli Stati membri.
Se l’origine russa fosse confermata, ciò evidenzierebbe il rischio che gli attacchi condotti vicino ai confini ucraini producano conseguenze anche sul territorio degli alleati, pur in assenza di un’azione intenzionale contro di loro.































