Il fluoruro di diammina d’argento potrebbe diventare negli Stati Uniti un trattamento autorizzato contro le carie infantili, dopo che un ampio studio di fase III ha fornito i dati clinici necessari per presentare una domanda alla Food and Drug Administration. I risultati, diffusi il 29 luglio 2026 e pubblicati su JAMA Pediatrics, riguardano 830 bambini con meno di sei anni: la soluzione al 38%, applicata ogni sei mesi, ha arrestato la carie in oltre metà dei denti da latte interessati, senza ricorrere a trapano, iniezioni o sedazione.
- Lo studio guidato dall’Università del Michigan ha coinvolto 830 bambini sotto i sei anni.
- Il fluoruro di diammina d’argento al 38% ha fermato la carie in oltre metà dei denti da latte trattati.
- La soluzione è stata applicata direttamente sulle cavità ogni sei mesi.
- Il trattamento scurisce in modo permanente la parte cariata del dente.
Una procedura di pochi secondi evita la rimozione del dente cariato
Il fluoruro di diammina d’argento, indicato anche con la sigla SDF, è un liquido a basso costo che il dentista distribuisce sulla cavità con un piccolo applicatore dotato di punta in spugna. L’operazione richiede pochi secondi per ciascun dente.
La differenza rispetto alla cura convenzionale è sostanziale. Per realizzare un’otturazione, normalmente viene rimossa la parte danneggiata e la cavità viene poi riempita. Con l’SDF, invece, il tessuto dentale non viene asportato: il liquido viene applicato direttamente sull’area cariata.
Il risultato riguarda l’arresto della carie già presente: non significa che il dente venga ricostruito o che la zona trattata torni al suo aspetto originario.
Il principale limite visibile è infatti l’annerimento permanente della parte cariata dovuto all’argento. Per le famiglie e i professionisti, questo implica un confronto tra il beneficio di una procedura rapida e non invasiva e un cambiamento estetico che resta evidente.
Il trial statunitense è iniziato nel 2018
La sperimentazione, avviata nel 2018 e proseguita nonostante le interruzioni legate alla pandemia di COVID-19, ha reclutato i partecipanti attraverso studi dentistici, ambulatori pediatrici e programmi Head Start ed Early Head Start in Michigan, New York e Iowa.
Margherita Fontana, docente di odontoiatria alla School of Dentistry dell’Università del Michigan e responsabile dello studio, ha definito il trattamento efficace e sicuro anche per bambini di un anno. La ricerca ha coinvolto inoltre studiosi della New York University, dell’Università dell’Iowa, dell’Indiana University e del National Institute of Dental and Craniofacial Research dei National Institutes of Health.
L’SDF viene impiegato da decenni in diversi Paesi. Negli Stati Uniti i dentisti lo usano dal 2014 al di fuori dell’indicazione autorizzata, dopo la sua approvazione come dispositivo medico per ridurre la sensibilità dentale. L’impiego “off-label” indica proprio l’utilizzo per uno scopo diverso da quello formalmente riconosciuto.
I dati possono sostenere la domanda alla FDA
Lo studio ha prodotto le evidenze cliniche che il produttore, Elevate Oral Care, può usare per presentare alla FDA una domanda relativa al trattamento farmacologico della carie. L’azienda ha fornito Advantage Arrest SDF al 38%, il prodotto valutato nella sperimentazione.
I risultati non equivalgono però a un’autorizzazione: rappresentano la base scientifica per avviare il relativo esame regolatorio negli Stati Uniti.
Secondo Amr Moursi, docente di odontoiatria pediatrica alla New York University e co-responsabile dello studio, l’uscita dallo status off-label potrebbe favorire un impiego più ampio da parte dei professionisti, rimborsi assicurativi migliori e una qualità del prodotto più uniforme.
Fontana ha indicato come possibili beneficiari anche bambini molto piccoli, persone anziane, pazienti con disabilità fisiche o dello sviluppo e chi prova una forte ansia per le cure dentali. Negli adulti, secondo la ricercatrice, la soluzione potrebbe servire come trattamento prolungato oppure come protezione temporanea in attesa di una procedura restaurativa praticabile.
Per l’Italia, lo studio offre nuove evidenze scientifiche ma non modifica automaticamente autorizzazioni o protocolli nazionali: le decisioni regolatorie della FDA riguardano gli Stati Uniti. In termini pratici, il dato più rilevante è la possibilità di arrestare alcune carie senza procedure invasive, soprattutto per pazienti che tollerano con difficoltà le cure tradizionali; la scelta resta comunque legata alla valutazione odontoiatrica e al quadro regolatorio locale.
Accettereste l’annerimento della parte cariata in cambio di un trattamento senza trapano né sedazione per un bambino?































