Gli incendi in Turchia hanno costretto centinaia di persone a lasciare case e strutture sanitarie nelle province costiere di Muğla, Antalya e Balıkesir. Giovedì i vigili del fuoco erano ancora impegnati contro i roghi divampati da mercoledì, mentre caldo estremo e forti venti favorivano la propagazione delle fiamme vicino a località turistiche come Fethiye, Kaş e Ayvalık. Il ministro dell’Agricoltura e delle Foreste İbrahim Yumaklı ha riferito di 115 incendi segnalati da mercoledì: tutti tranne cinque erano stati portati sotto controllo.
- A Seydikemer sono state evacuate 408 abitazioni, con 703 persone e circa 100 animali trasferiti in sicurezza.
- Quarantacinque pazienti sono stati spostati dall’ospedale statale locale ad altre strutture.
- Il fumo ha causato la chiusura temporanea della strada Fethiye-Antalya, poi riaperta con transito controllato.
- Le autorità non hanno disposto un divieto generalizzato di viaggio verso Antalya, Muğla o İzmir.
Il fronte più grave si estende dai campi ai boschi
La situazione più seria è stata segnalata a Seydikemer, nell’area collinare fra Fethiye e Marmaris. L’incendio, iniziato mercoledì mattina in terreni agricoli, si è esteso alla vegetazione boschiva e ha ripreso vigore giovedì per effetto dei forti venti.
In sei quartieri sono state evacuate 408 abitazioni e messe in salvo 703 persone, oltre a circa 100 animali.
Le fiamme hanno danneggiato 55 edifici, alcuni dei quali completamente distrutti. Nella zona sono stati mobilitati più di 25 velivoli, 410 mezzi terrestri e oltre 1.100 addetti. Anche 45 pazienti dell’ospedale statale sono stati trasferiti in strutture vicine.
A Kumluca, a sud della città di Antalya lungo la direttrice verso Kaş e la costa licia, dieci case sono diventate inutilizzabili. Il fronte principale è stato controllato, ma giovedì proseguivano le operazioni di raffreddamento. Questa fase serve a intervenire sui punti ancora caldi: portare un incendio sotto controllo, infatti, non significa necessariamente che il lavoro delle squadre sia terminato.
Strade e siti archeologici risentono dei roghi
Gli incendi in Turchia stanno interessando territori frequentati per spiagge, escursioni, immersioni e gite in barca. Un rogo rimaneva attivo nei boschi attorno a Kaş, mentre l’accesso alle rovine antiche di Olympos, nella provincia di Antalya, è stato chiuso.
La strada fra Fethiye e Antalya è stata temporaneamente interdetta a causa del fumo dell’incendio di Seydikemer, per poi riaprire in condizioni controllate. Per chi si trova nella regione o deve raggiungerla, questo significa che i disagi possono essere circoscritti ma cambiare rapidamente: è quindi più utile verificare l’accessibilità di singole strade e attrazioni che considerare indisponibile l’intera costa.
Le indicazioni di viaggio britanniche ricordano che gli incendi sono ricorrenti nelle estati turche, indicativamente da giugno a ottobre e soprattutto in luglio e agosto, ma non contengono un avvertimento generale contro i viaggi verso Antalya, Muğla o İzmir. Dall’inizio della stagione delle vacanze estive è comunque vietato l’accesso alle foreste e ad altre aree considerate ad alto rischio.
Cinque incendi restano fuori controllo
Nella provincia di Balıkesir mercoledì sono divampati cinque roghi distinti. Ad Altınoluk, località dell’Egeo nota per gli uliveti e vicina all’antica Antandros, il fuoco è avanzato rapidamente con il vento e ha minacciato le zone residenziali, provocando l’evacuazione di 210 abitazioni. Giovedì sera risultava ancora attivo anche l’incendio di Gömeç.
Nell’area di Ayvalık erano al lavoro 850 vigili del fuoco, cinque aerei antincendio e sei elicotteri, secondo il governatore provinciale İsmail Ustaoğlu.
Yumaklı ha invece dichiarato completamente sotto controllo i roghi di Armutlu, nella provincia di Yalova, di Domaniç e Altıntaş, nella provincia di Kütahya, e quelli di Çanakkale. L’attenzione resta concentrata su Antalya, Muğla e Balıkesir.
Le coste turche dell’Egeo e del Mediterraneo sono esposte ogni estate alla combinazione di siccità prolungata, temperature che in luglio e agosto superano regolarmente i 40 gradi, bassa umidità e venti stagionali secchi. Nel 2025 il Paese era già stato colpito da grandi incendi boschivi durante un periodo di siccità prolungata. Finché vento e calore persistono, per le squadre la priorità resta contenere i fronti ancora attivi ed evitare nuove riprese nelle aree già raggiunte dalle fiamme.































