Ceuta è una città autonoma spagnola sulla costa nordafricana, circondata dal Marocco e parte della frontiera esterna dell’Unione europea. Nell’enclave, che conta 85.000 residenti, la Spagna ha schierato militari e rinforzi di polizia dopo l’ingresso via terra e via mare di migliaia di migranti. Il premier Pedro Sánchez, in visita venerdì, ha riferito che circa 60.000 persone sono arrivate negli ultimi giorni. Almeno 34 sono morte durante i tentativi di attraversamento. La crisi di Ceuta ha inoltre aperto uno scontro diplomatico tra Madrid e Roma sulla possibile sospensione di Schengen.
- Almeno 34 persone sono morte tentando di raggiungere Ceuta dal Marocco.
- Pedro Sánchez ha dichiarato che circa 60.000 persone sono entrate nell’enclave negli ultimi giorni.
- Il governo italiano sta valutando il ripristino dei controlli per gli arrivi dalla Spagna.
- Madrid ha convocato l’ambasciatore italiano dopo le dichiarazioni di Antonio Tajani.
Madrid rafforza Ceuta mentre gli arrivi proseguono
Gli attraversamenti sono cominciati in massa giovedì e sono continuati nella notte e durante la giornata successiva. Secondo le autorità, molte delle vittime sono annegate nel tentativo di arrivare a nuoto, mentre altre sono morte nella calca presso la barriera frangiflutti vicino alla spiaggia di Tarajal.
Le immagini diffuse da Reuters mostrano soprattutto giovani marocchini, ma anche famiglie con donne e bambini. Nonostante il rafforzamento del dispositivo di sicurezza, alcuni gruppi hanno continuato a cercare passaggi lungo la costa. Il Marocco ha a sua volta dispiegato forze di sicurezza e utilizzato cannoni ad acqua per allontanare le persone dirette verso il confine.
Ceuta e Melilla sono le sole frontiere terrestri tra l’Unione europea e il continente africano.
Le due città appartengono alla Spagna, usano l’euro e hanno uno status politico autonomo. Sono però soggette a regole Schengen particolari: entrare nelle enclave non consente di raggiungere liberamente la Spagna continentale o un altro Paese dell’area, perché alla partenza in traghetto o in aereo vengono effettuati controlli sui documenti.
Sánchez ha assicurato che il governo sta mobilitando le risorse necessarie e collaborando con le autorità marocchine e internazionali. Il ministro dell’Interno spagnolo ha inoltre riferito di un accordo con Rabat per rafforzare il coordinamento e lavorare ai rimpatri di chi è entrato irregolarmente.
Le parole di Tajani provocano la reazione spagnola
Il ministro degli Esteri Antonio Tajani si è detto favorevole alla «chiusura dello spazio Schengen con la Spagna», sostenendo che la regolarizzazione promossa dal governo Sánchez incentivi il traffico di esseri umani. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha definito l’immigrazione irregolare fuori controllo una minaccia per la sicurezza dei confini europei e ha affermato che l’Italia è pronta a valutare strumenti straordinari.
La risposta di Madrid è arrivata dal ministro degli Esteri José Manuel Albares, che ha giudicato il messaggio di Tajani inappropriato per un Paese partner e amico, parlando di «demagogia di parte» anziché di solidarietà europea. Il governo spagnolo ha quindi annunciato la convocazione dell’ambasciatore italiano.
Albares ha anche sostenuto che gli eventi siano collegati a una sentenza e non alla regolarizzazione. Il riferimento è alla decisione della Corte Suprema spagnola secondo cui i respingimenti immediati non possono essere applicati ai migranti intercettati in mare aperto mentre cercano di raggiungere a nuoto Ceuta o Melilla.
La regolarizzazione non concede automaticamente la cittadinanza
La misura spagnola richiamata da Tajani non attribuisce direttamente la cittadinanza. La procedura era riservata a chi fosse entrato in Spagna prima del 31 dicembre 2025, potesse dimostrare almeno cinque mesi di permanenza e non avesse precedenti penali in Spagna o nel Paese d’origine.
Secondo dati riportati da El País, sono state regolarizzate circa 11.000 posizioni su 1,17 milioni di domande. L’accoglimento sospende le procedure di rimpatrio o espulsione e permette di ottenere un’autorizzazione provvisoria di soggiorno di un anno; alla scadenza occorre richiedere un permesso ordinario. La cittadinanza resta sottoposta a un percorso legale distinto.
Collegare direttamente quella procedura ai nuovi arrivi a Ceuta significa dunque sovrapporre due situazioni giuridiche differenti.
Una sospensione di Schengen non bloccherebbe i viaggi
Schengen comprende 29 Paesi e garantisce la circolazione senza controlli sistematici alle frontiere interne a oltre 450 milioni di persone. Le regole consentono tuttavia agli Stati di ripristinare temporaneamente i controlli in presenza di minacce all’ordine pubblico o alla sicurezza nazionale. Secondo la Commissione europea, dal 2006 questa possibilità è stata utilizzata più di cento volte.
Italia e Spagna non condividono un confine terrestre. Per chi viaggia tra i due Paesi, una sospensione italiana non implicherebbe quindi la chiusura delle frontiere o lo stop ai collegamenti: comporterebbe controlli di polizia per chi arriva dalla Spagna, anche attraverso porti e aeroporti. In pratica, per i viaggiatori significherebbe dover esibire i documenti e affrontare verifiche oggi normalmente assenti all’interno dell’area Schengen.































