La nuova ondata di caldo estremo coinvolge direttamente circa 29 milioni di persone in Italia, con le temperature più elevate previste lungo le coste occidentali, nella Pianura Padana, al Sud e sulle isole. Giovedì l’ondata si è intensificata in gran parte d’Europa: oltre 135 milioni di abitanti erano attesi sopra i 35°C, mentre quasi 340 milioni — circa tre europei su cinque, escludendo la Turchia — avrebbero potuto superare i 30°C. Francia, Spagna e Regno Unito hanno registrato valori particolarmente alti, con punte oltre i 42°C nel territorio francese.
- In Italia temperature elevate erano previste per circa 29 milioni di persone.
- Oltre 135 milioni di europei avrebbero potuto superare i 35°C.
- In Francia la temperatura ha raggiunto 42,5°C a Châteaumeillant.
- A Londra sono stati misurati 38,1°C nei giardini botanici di Kew.
La portata delle previsioni indica che il caldo estremo non riguarda singole città o aree isolate, ma una parte consistente della popolazione europea.
La Francia supera i 42°C, Londra tocca i 38,1°C
Il valore più elevato segnalato giovedì in Francia è stato registrato da Météo-France a Châteaumeillant, nel centro del Paese, dove il termometro ha raggiunto 42,5°C. A Parigi sono stati rilevati 38°C e gran parte del territorio francese è stata posta in allerta per l’ondata di calore.
Nel Regno Unito, i 38,1°C misurati a Kew Gardens, nella zona occidentale di Londra, hanno reso la giornata la più calda dell’anno e la quinta più calda mai registrata nel Paese, secondo il Met Office. In 40 località dell’Inghilterra centrale e meridionale sono stati raggiunti almeno 36°C.
Anche la Penisola Iberica è rimasta sotto la morsa del caldo. In Spagna le condizioni erano destinate a coinvolgere circa 25 milioni di persone, mentre l’agenzia meteorologica Aemet ha rilevato 37°C nelle regioni centrali.
Negli ospedali britannici aumentano i casi di colpo di calore
Le temperature hanno aggravato le condizioni di lavoro e assistenza nelle strutture sanitarie britanniche. Il Royal College of Nursing ha riferito che alcuni infermieri sono collassati per l’esaurimento da calore mentre lavoravano in ospedali privi di sistemi di raffreddamento adeguati.
Bailey Williamson, farmacista ventenne del servizio sanitario nazionale NHS, ha descritto il caldo come «insopportabile» e ha riferito di un aumento dei casi di colpo di calore negli ospedali. Secondo Williamson, il servizio sanitario stava faticando a sostenere la pressione.
Per le strutture sanitarie, temperature così alte implicano una doppia difficoltà: proteggere pazienti già vulnerabili e garantire condizioni sostenibili al personale.
Gli incendi accompagnano la nuova ondata di calore
Il caldo ha alimentato incendi in diverse aree europee. Nel nord della Grecia centinaia di turisti sono stati evacuati via mare mentre un incendio boschivo si avvicinava a due località turistiche. Nelle West Midlands, nell’Inghilterra centrale, le squadre antincendio hanno affrontato roghi che hanno danneggiato abitazioni in condizioni di siccità.
Le ripetute ondate di calore e la siccità hanno favorito gli incendi dell’estate e sono state associate alla morte di migliaia di persone. Gli scienziati collegano la crescente frequenza e intensità di questi episodi al cambiamento climatico provocato dalle attività umane; l’Europa è il continente che si riscalda più rapidamente.
Le stime potrebbero non cogliere tutto il calore urbano
La valutazione sulla popolazione esposta è stata ottenuta incrociando la densità abitativa con le previsioni del Deutscher Wetterdienst, il servizio meteorologico tedesco, e con le proiezioni demografiche 2025 del Joint Research Centre. Una persona viene conteggiata se, nel luogo in cui vive, il modello prevede almeno una volta durante la giornata più di 30°C o 35°C.
Il modello ha però una risoluzione di circa 6,5 chilometri e non rappresenta pienamente l’effetto “isola di calore”, per il quale le città risultano più calde delle aree rurali circostanti. Secondo l’organizzazione austriaca Klimadashboard, questo significa che il numero di persone esposte potrebbe essere sottostimato nelle zone urbane densamente popolate.






























