Per chi osserva dall’Italia l’evoluzione della mobilità elettrica, il segnale arriva dai parcheggi della grande distribuzione statunitense. Walmart sta costruendo negli USA una rete di ricarica per auto elettriche con il proprio marchio e, secondo i dati citati da Bloomberg, tra gennaio e giugno ha aggiunto 46 stazioni pubbliche dotate complessivamente di 380 cavi. Il gruppo emerge così come il principale inseguitore di Tesla per ritmo di espansione, davanti a operatori specializzati come Electrify America ed EVgo, nonostante negli Stati Uniti gli acquisti di veicoli elettrici siano in calo.
- Tra gennaio e giugno Walmart ha aggiunto 46 stazioni pubbliche e 380 cavi di ricarica, secondo Bloomberg.
- Il conteggio di Bloomberg indica 326 stazioni Walmart in una rete commerciale di circa 4.600 negozi statunitensi.
- Il sito di Walmart elenca 69 località già operative e altre 145 in arrivo.
- Wattmart registra invece 96 siti aperti e 119 in costruzione.
I conteggi divergono, ma indicano tutti un’espansione
La dimensione esatta della rete di ricarica Walmart dipende dalla fonte e dai criteri utilizzati. Bloomberg porta il totale a 326 stazioni, mentre la somma delle pagine dedicate ai singoli Stati sul sito del gruppo restituisce 69 località disponibili e 145 indicate come prossime aperture.
Wattmart, servizio che monitora in tempo reale la presenza delle ricariche presso Walmart, segnala invece 96 siti operativi e altri 119 in costruzione. Le differenze possono riflettere tempi di aggiornamento e definizioni non coincidenti tra stazioni, località e singoli punti di collegamento.
Al di là del totale preciso, tutte le rilevazioni descrivono una rete proprietaria in fase di ampliamento.
Il Texas dovrebbe ricevere il maggior numero di nuove località, 37, seguito dalla Florida con 15, dall’Illinois con 14 e dalla Carolina del Nord con 13. Walmart ospita infrastrutture gestite da operatori terzi nelle proprie proprietà almeno dal 2018; la novità è la scelta di sviluppare una rete identificata direttamente con il marchio dell’insegna.
La sosta per la spesa diventa tempo di ricarica
Il modello sfrutta una caratteristica concreta dei grandi negozi: una visita può durare tra 30 e 60 minuti, un intervallo che consente a molte auto elettriche moderne di recuperare energia attraverso una colonnina rapida in corrente continua. Per Walmart, quindi, la ricarica non rappresenta soltanto un servizio automobilistico, ma può anche attirare clienti all’interno del punto vendita durante l’attesa.
La ricarica domestica resta in genere la soluzione più semplice per utilizzare un veicolo elettrico, ma non è accessibile a chi non può installare un collegamento nella casa o nell’appartamento in affitto. In questi casi, la posizione delle infrastrutture pubbliche diventa decisiva quanto la loro potenza.
Circa il 90% degli statunitensi vive entro 10 miglia, ossia approssimativamente 16 chilometri, da un Walmart: questa capillarità è il principale vantaggio potenziale della strategia.
Per l’Italia conta soprattutto il modello commerciale
Il rapporto non indica un’estensione dell’iniziativa al mercato italiano. Per un lettore italiano, la rilevanza sta dunque nel modello: integrare la ricarica nei luoghi in cui gli automobilisti trascorrono già del tempo può ridurre il peso percepito dell’attesa e trasformare i parcheggi commerciali in nodi della mobilità elettrica.
Questo significa anche che la competizione sulle colonnine potrebbe non riguardare soltanto produttori di automobili e operatori energetici. Le catene della distribuzione dispongono di aree di sosta e di un interesse diretto a portare persone nei negozi; una rete proprietaria collega quindi il servizio di ricarica alla relazione commerciale con il cliente.
Secondo voi, le colonnine nei parcheggi di supermercati e grandi negozi renderebbero più pratico l’uso dell’auto elettrica anche in Italia?































