La pressione pneumatici indicata per l’uso normale non vale automaticamente in ogni situazione: un’auto molto carica, la guida in pista o un passaggio su sabbia e neve possono richiedere valori differenti. Il riferimento di partenza resta però la targhetta del veicolo, collocata di solito sul montante della portiera del conducente, e non il numero stampato sul fianco della gomma, che generalmente segnala la pressione massima ammessa. Ogni modifica va inoltre effettuata a pneumatici freddi, per evitare che il calore generato durante la marcia falsi la misurazione e porti a una regolazione inadeguata.
- Il valore sul fianco dello pneumatico rappresenta normalmente il limite massimo, non la pressione ordinaria.
- Dopo la marcia, una gomma correttamente gonfiata dovrebbe aumentare di circa 4 PSI, cioè approssimativamente 0,28 bar.
- Carichi elevati e uso in pista possono richiedere più pressione, mentre sabbia o neve possono rendere utile una riduzione temporanea.
- Prima di tornare sull’asfalto occorre ripristinare il valore previsto per la normale circolazione.
La targhetta dell’auto è il riferimento per la strada
La National Highway Traffic Safety Administration statunitense indica come riferimento la targhetta sul montante B, nel punto in cui la portiera del conducente incontra la parte posteriore della carrozzeria. Per un automobilista italiano il principio pratico non cambia: bisogna cercare le specifiche fornite dal costruttore del veicolo, sulla relativa etichetta o nella documentazione dell’auto.
Gonfiare le gomme fino al numero riportato sul loro fianco, scambiandolo per la pressione consigliata, significa confondere un limite tecnico con il valore destinato all’impiego quotidiano.
La pressione va controllata a freddo perché durante il viaggio l’aria interna si espande. Secondo la cosiddetta regola dei 4 PSI richiamata dagli esperti di Tire Rack, dopo la guida l’aumento dovrebbe essere di circa 4 PSI, equivalenti a circa 0,28 bar. Anche uno scostamento verso l’alto richiede cautela: 6 PSI in più, approssimativamente 0,41 bar, possono accrescere il rischio di foratura.
Un viaggio a pieno carico può richiedere più pressione
Passeggeri, bagagli, box sul tetto e altre attrezzature trasformano un normale viaggio in una condizione di carico elevato. In questo caso occorre consultare sulla targhetta del veicolo il valore previsto per il carico massimo. Il rischio legato a una pressione insufficiente resta rilevante: il sottogonfiaggio può favorire lo scoppio e tende ad aumentare l’usura.
Questo significa che non esiste un unico valore adatto a ogni viaggio: la pressione corretta dipende dalle indicazioni del costruttore e dal carico effettivamente trasportato.
In pista le regolazioni cambiano comportamento e usura
Nell’autocross una pressione maggiore può rendere più pronta la risposta dello sterzo e più rapidi i cambi di direzione. Tire Rack indica, come orientamento generale, 40-45 PSI all’anteriore e 30-40 PSI al posteriore per auto con motore anteriore e trazione anteriore o integrale: circa 2,8-3,1 bar davanti e 2,1-2,8 bar dietro.
Per le vetture a motore anteriore e trazione posteriore vengono indicati 35-45 PSI davanti e 30-40 PSI dietro, ossia circa 2,4-3,1 e 2,1-2,8 bar. Sulle auto a motore centrale, l’intervallo suggerito è di 35-45 PSI all’anteriore e 35-40 PSI al posteriore, approssimativamente 2,4-3,1 e 2,4-2,8 bar.
Si tratta di indicazioni generali, variabili in base al modello e agli pneumatici. Tire Rack suggerisce incrementi progressivi di 2 PSI, circa 0,14 bar, e il ritorno alla pressione prescritta sulla targhetta prima di rientrare sulle strade pubbliche. La pressione influisce infatti anche su sottosterzo, sovrasterzo e usura durante l’attività sportiva.
Ridurre la pressione aumenta l’impronta ma anche i rischi
Sulla sabbia, BF Goodrich spiega che sgonfiare parzialmente gli pneumatici amplia l’area a contatto con il terreno e può migliorare la trazione. Nappa propone una riduzione di 5 PSI sulla sabbia e fino a 10 PSI sulle rocce, pari rispettivamente a circa 0,34 e 0,69 bar, avvertendo però che cresce il pericolo di danneggiare il fianco della gomma.
Una riduzione può offrire più aderenza anche sulla neve per brevi tratti, per esempio quando occorre liberare un’auto bloccata. Guidare con pressioni basse genera però più calore, peggiora la precisione in curva e può aumentare il rischio di scoppio già con 6 PSI, circa 0,41 bar, in meno rispetto al valore raccomandato.
La minore pressione è quindi una soluzione temporanea per ottenere trazione, non un’impostazione da mantenere una volta tornati sull’asfalto.
Per ripristinare il gonfiaggio serve un compressore portatile: procedere fino a una stazione di servizio con le gomme ancora sgonfie espone al rischio di scoppio. Sul fondo stradale, inoltre, la bassa pressione può accelerare l’usura fino al 25%.
Controllate la pressione solo ai cambi di stagione o la adattate anche a carico, viaggio e tipo di percorso? Raccontateci come gestite gli pneumatici della vostra auto.































