Rezvani Motors ha svelato la Rezvani Dune, una supercar fuoristrada che appare basata sulla Lamborghini Huracan e che sarà realizzata in appena sette esemplari. Il progetto dell’azienda californiana combina un V10 sovralimentato da 5,2 litri, capace di erogare fino a 800 hp (597 kW), con trazione integrale, assetto rialzato e pneumatici all-terrain. Le prenotazioni sono già aperte attraverso un deposito rimborsabile di 1.500 dollari, mentre non è stato ancora annunciato il prezzo finale.
- La Rezvani Dune adotta un V10 5.2 sovralimentato da un massimo di 800 hp.
- La produzione sarà limitata a sette vetture in tutto il mondo.
- Il deposito rimborsabile richiesto per la prenotazione è di 1.500 dollari.
- Rezvani non ha ancora comunicato il prezzo del modello.
Il progetto riparte dalla formula delle supercar rialzate
La Dune arriva dopo altri tentativi di portare vetture ad alte prestazioni lontano dall’asfalto. Lamborghini ha sviluppato la Huracan Sterrato, mentre Porsche propone la 911 Dakar; anche costruttori di nicchia come Marc Philipp Gemballa hanno esplorato la stessa idea.
Per questo, la definizione scelta da Rezvani di una categoria completamente nuova va letta soprattutto come una dichiarazione di marketing. L’elemento distintivo non è il concetto in sé, ma il grado di trasformazione promesso rispetto alla Huracan e alla sua variante Sterrato, entrambe non più in produzione.
Per il pubblico italiano, la Dune non rappresenta il ritorno della Huracan Sterrato: è un progetto indipendente che sembra utilizzare la supercar Lamborghini come punto di partenza.
Rezvani è nota per modificare profondamente veicoli esistenti attraverso carrozzerie e allestimenti specifici. Nel caso della Dune, l’impostazione punta a conservare motore e abitacolo riconducibili alla Huracan, cambiando però in modo marcato assetto, telaio e aspetto esterno.
La trasformazione porta l’altezza fino a circa sei pollici
Secondo Rezvani, la sospensione è stata progettata appositamente e determina un rialzo di 4,5 pollici. Con l’installazione degli pneumatici fuoristrada di maggiori dimensioni, l’aumento rispetto a una Huracan standard raggiungerebbe approssimativamente i sei pollici.
L’azienda afferma inoltre di avere modificato estesamente il telaio per gestire la maggiore altezza da terra, le gomme più grandi e l’incremento di potenza. Il sistema di sovralimentazione è stato sviluppato insieme a VF Engineering, mentre la trazione integrale è stata configurata, nelle intenzioni dichiarate dal costruttore, per affrontare sia l’asfalto sia la sabbia.
Quasi tutti i pannelli esterni risultano sostituiti da componenti specifici in fibra di carbonio. Passaruota molto allargati, frontale ridisegnato e gomme tassellate allontanano visivamente la vettura dalla linea della Huracan. L’abitacolo, al contrario, appare sostanzialmente invariato, fatta eccezione per i loghi Rezvani collocati al posto di quelli Lamborghini.
La Dune porta quindi la formula della supercar rialzata verso un’impostazione visiva e tecnica più vicina a un mezzo da gara nel deserto.
Resta tuttavia un’incertezza importante: dalle immagini diffuse non è possibile stabilire se sia stato mostrato un prototipo fisico oppure una serie di elaborazioni digitali. Rezvani ha presentato caratteristiche e prestazioni previste, ma non ha chiarito questo point.
Ora si attendono prezzo, tempi e vetture definitive
Il prossimo passaggio annunciato è la costruzione dei sette esemplari. Con una disponibilità così ridotta, la Rezvani Dune è destinata a rimanere un prodotto per pochissimi clienti; in pratica, il deposito consente di riservare un posto, ma l’assenza del prezzo finale lascia ancora incompleto il quadro economico dell’acquisto.
La produzione limitata significa anche che la Dune non cambierà il mercato delle sportive fuoristrada in termini di volumi. Può però funzionare come dimostrazione di quanto una piattaforma nata per la strada possa essere modificata da un costruttore indipendente, spingendo oltre la soluzione adottata dalla Huracan Sterrato.
La Dune porta troppo lontano il concetto della Huracan, oppure è proprio questa trasformazione estrema a renderla interessante? Diteci come la vedete.































