Il terremoto in Giappone sta ora mettendo sotto pressione anche l’assistenza sanitaria nelle aree vicine all’epicentro: un ospedale del distretto di Uki ha perso l’elettricità e non è più in grado di operare, mentre un’altra struttura ha sospeso i nuovi ricoveri dopo avere curato 86 feriti. Il sisma di magnitudo 7,1 ha colpito il sudovest del Paese martedì 28 luglio. Il bilancio disponibile è di almeno 13 morti e oltre 100 feriti, mentre nelle prime ore di mercoledì 29 luglio più di 9.000 persone si trovavano nei centri di accoglienza.
- Il terremoto di magnitudo 7,1 ha colpito il Giappone sudoccidentale, con epicentro circa 20 chilometri a sud della città di Kumamoto.
- Alle 7 del 29 luglio, 9.186 persone erano ospitate in 506 centri di accoglienza distribuiti in cinque prefetture.
- Quattro dipendenti risultano dispersi nel centro commerciale Aeon parzialmente crollato vicino a Kumamoto.
- Più di 4.500 militari sono stati schierati nella zona colpita.
La perdita di elettricità negli ospedali riduce la capacità di cura proprio mentre l’afflusso dei feriti aumenta, spostando parte della pressione sulle strutture che restano operative.
Le interruzioni elettriche limitano l’assistenza negli ospedali
Il responsabile amministrativo dell’ospedale di Uki ha descritto alla televisione pubblica NHK una situazione simile a quella di un ospedale da campo. Un’altra struttura ha bloccato ulteriori ammissioni d’urgenza dopo avere assistito 86 persone, tre delle quali in gravi condizioni.
In una maxi-emergenza, gli ospedali vicini all’epicentro devono affrontare contemporaneamente il triage dei feriti e le conseguenze dei guasti ai servizi essenziali. In pratica, l’indisponibilità anche di una sola struttura può restringere la rete di assistenza accessibile alla popolazione colpita e ai soccorritori.
Nel centro commerciale si cercano ancora quattro dipendenti
Le operazioni più delicate si concentrano nel centro commerciale Aeon vicino a Kumamoto, parzialmente crollato dopo un’apparente esplosione avvenuta circa un’ora dopo la scossa. Otto persone sono state estratte dalle macerie, ma tre sono successivamente morte. La società Aeon ha riferito che quattro dipendenti risultano ancora irreperibili dopo le verifiche condotte su circa 2.700 lavoratori.
I clienti erano stati evacuati subito dopo il terremoto; almeno 3.000 persone avevano raggiunto un parcheggio. Vigili del fuoco, polizia e circa 170 militari stanno operando nelle sezioni dell’edificio dalle quali erano arrivate richieste di aiuto.
Le autorità stanno verificando se il cedimento sia stato provocato da un’esplosione di gas. I soccorritori hanno avvertito odore di gas all’interno, ma il portavoce del governo Minoru Kihara ha precisato che la causa non è stata ancora stabilita.
La premier Sanae Takaichi ha definito le ricerche una corsa contro il tempo e ha assicurato l’impiego di tutte le risorse disponibili.
Il crollo di una ciminiera aggrava il bilancio a Yatsushiro
Nella città di Yatsushiro, cinque persone sono morte nel crollo di una parte della ciminiera rossa e bianca dello stabilimento Nippon Paper Industries. Sette persone sono state recuperate dalle macerie, mentre altre quattro sarebbero ancora intrappolate.
Complessivamente sono stati mobilitati oltre 4.500 soldati per affiancare le squadre impegnate nelle ricerche, nel controllo degli edifici danneggiati, nel ripristino dell’energia e nella verifica delle strade interrotte. La polizia ha ricevuto 386 chiamate d’emergenza, comprese segnalazioni di crolli e richieste di soccorso.
Oltre 9.000 persone hanno trovato riparo nei centri di accoglienza
Secondo Kihara, alle 7 di mercoledì 9.186 persone erano ospitate in 506 strutture distribuite in cinque prefetture, comprese Kumamoto e Fukuoka. Circa 260.000 residenti della prefettura di Kumamoto sono stati invitati a cercare riparo. I centri di accoglienza servono a offrire una sistemazione temporanea a chi non può rientrare in edifici potenzialmente danneggiati o privi dei servizi essenziali.
Quasi 37.000 abitazioni risultano senza elettricità e più di 84.000 senza acqua. Il governo sta organizzando l’invio di beni di prima necessità, mentre il caldo estremo ha spinto Takaichi a chiedere precauzioni contro i colpi di calore sia alla popolazione sia al personale impegnato nei soccorsi.
Le scosse successive mantengono aperta la fase d’emergenza
Dopo il terremoto sono state registrate più di 170 scosse, lungo una zona sismica attiva estesa per circa 50 chilometri tra Kumamoto e il mare di Yatsushiro. In generale, una sequenza di assestamento impone verifiche continue sulla stabilità degli edifici e rende più complesse le operazioni nelle strutture già lesionate.
Il conteggio delle vittime resta provvisorio: la maggior parte delle fonti indica almeno 13 morti, mentre un’altra ricostruzione ne segnala 14. La differenza riflette un quadro ancora in aggiornamento, con persone disperse e ricerche in corso sotto le macerie.































