Dal Danubio al Reno, il caldo prolungato e la scarsità d’acqua stanno producendo conseguenze in più parti d’Europa. In questo quadro, la siccità nel Regno Unito ha raggiunto un nuovo livello nel luglio 2026: alcune zone non hanno ricevuto alcuna pioggia misurabile per l’intero mese. Secondo dati provvisori esaminati da New Scientist, almeno 20 stazioni del Met Office nell’Inghilterra meridionale hanno registrato per la prima volta un luglio senza precipitazioni nelle rispettive serie storiche. A Kew Gardens, Londra, non accadeva dall’inizio delle misurazioni nel 1871.
- A Kew Gardens luglio 2026 è stato il primo mese senza pioggia misurabile dall’inizio delle rilevazioni nel 1871.
- All’aeroporto londinese di Heathrow la fase asciutta ha raggiunto 42 giorni consecutivi, nuovo primato per una serie iniziata nel 1948.
- Nell’Inghilterra meridionale sono caduti in media 1,5 millimetri, pari al 2% della media 1991-2020.
- Più della metà dell’Inghilterra e tutto il Galles sono ufficialmente in siccità.
Kew e l’area di Reading non avevano mai registrato un luglio così asciutto
Il dato di Kew Gardens arriva da una stazione meteorologica del Met Office, il servizio meteorologico nazionale britannico. Anche Heathrow ha superato il proprio precedente limite: i 42 giorni consecutivi senza pioggia costituiscono un nuovo record per il sito, monitorato dal 1948.
La stessa situazione emerge nell’area di Reading. A Stratfield Mortimer, un villaggio fuori città, luglio si è chiuso per la prima volta senza precipitazioni; nella vicina Wokingham sono stati rilevati appena 0,1 millimetri. Stephen Burt, dell’Università di Reading, ha spiegato che in alcune parti della zona non è caduta pioggia misurabile per tutto il mese, un evento mai osservato dall’avvio delle registrazioni locali continue nel 1858.
L’assenza completa di pioggia non riguarda quindi una singola stazione: i dati indicano un fenomeno distribuito tra diverse contee dell’Inghilterra meridionale e altre aree del Regno Unito.
Tra i territori con almeno una stazione rimasta a zero figurano Lincolnshire, Dorset, Kent, Greater London, Essex, Monmouthshire, Surrey, Isola di Wight, East Sussex, Hereford & Worcester e Hampshire.
Inghilterra e Galles hanno vissuto il luglio più secco in 190 anni
Il Met Office ha definito il mese «davvero eccezionale». Inghilterra e Galles hanno attraversato il luglio più secco degli ultimi 190 anni, insieme a caldo estremo e sole quasi ininterrotto. Nell’Inghilterra meridionale la temperatura media è risultata superiore di 3,2 °C rispetto al valore tipico del periodo.
Anche una stazione privata vicino a Hampstead Heath, nel nord di Londra, conferma il quadro. Il responsabile Ben Masschelein-Rodgers, ingegnere del software, non aveva mai osservato un mese di calendario completamente privo di pioggia nei suoi 17 anni di rilevazioni iniziati nel 2009. Il risultato è coerente anche con i dati del Met Office disponibili per l’area dal 1871.
La siccità non dipende soltanto dal numero di giornate asciutte: contano anche il deficit accumulato, lo stato del terreno e le riserve d’acqua. Per questo, il fatto che più della metà dell’Inghilterra e l’intero Galles siano ufficialmente in siccità descrive una condizione più ampia del singolo primato meteorologico. I paesaggi sono diventati gialli, si sono sviluppati incendi e gli agricoltori hanno avvertito del rischio di prossime carenze nei raccolti.
I bassi livelli dei fiumi mostrano la dimensione europea della crisi
Per un pubblico italiano, la rilevanza della vicenda è anche continentale. Nel resto d’Europa il caldo asciutto e persistente ha alimentato vasti incendi e spinto alcuni corsi d’acqua a livelli minimi storici. Sul Danubio, la scarsità d’acqua ha costretto gli operatori a fermare reattori nucleari in Ungheria e Romania; in Germania, i bassi livelli del Reno hanno limitato la navigazione commerciale.
Questo significa che una siccità prolungata può superare la dimensione agricola e meteorologica, incidendo anche sui trasporti fluviali e sugli impianti energetici che dipendono dall’acqua.
La pioggia sui terreni induriti potrebbe causare alluvioni improvvise
Il ritorno delle precipitazioni offrirebbe sollievo, ma potrebbe aprire una fase diversa di rischio. Jeff Da Costa, dell’Università di Reading, ha indicato come «davvero consistente» la possibilità di gravi alluvioni improvvise quando la pioggia cadrà su suoli cotti dal sole e ormai incrostati.
Secondo Da Costa, anche i bacini sono sotto pressione e uno o due giorni di pioggia non sarebbero sufficienti a risolvere la situazione. In termini pratici, ciò implica che intensità e distribuzione delle future precipitazioni saranno importanti quanto il loro ritorno: l’acqua dovrà riuscire a penetrare nel terreno, anziché scorrere rapidamente in superficie.































